Basta poco, per davvero. Dopo una mattina in cui ti svegli ed è ancora buio, hai ancora gli occhi un po’ chiusi dal sonno e la pioggia batte costante sui vetri delle finestre. A fatica scendi le scale e ti metti in macchina, ti accodi ad altre macchine condotte da uomini e donne ancora addormentati come te. E fai il viaggio verso il lavoro con la foschia che nasconde le case, nasconde i fossi, le strade. Il tepore che esce dal condizionatore in modalità invernale e i tergicristalli che ti ipnotizzano. La pioggia. La pioggia che continua incessante, sulla statale dalle luci spente, la sensazione di stare sognando, avvolta in questo cupo onirico di nuvole dense e cariche. Basta poco, dicevo. Basta poco a risollevare l’animo. Basta il sole del pomeriggio, tiepido e rassicurante. Il cinguettare degli uccelli sopra agli alberi bagnati. Tre mosche che si rincorrono e schizzano nelle pozzanghere che piano piano si stanno asciugando. Basta questo. Basta un gesto. Il mio cappello grigio, il mio cappotto, la mia sciarpa a righe. Questo basta a pensare che l’autunno sia una stagione fin troppo bella.
Nessun commento:
Posta un commento