venerdì 30 gennaio 2009


Foto dal web


Ovattata


sotto la silenziosa


colorata


coltre.


Tregua!


Cullata da suoni inuditi


dal torpore che si conserva,


costante.


La fioca luce


a rasserenare onirici pensieri.


Abbandono le palpebre


senza ritegno,


senza timori.


E in un casto amplesso,


Morfeo si impossessa di me

lunedì 26 gennaio 2009


Foto dal web


Dove siamo finiti noi?


Ignobili viandanti.


Camminavamo per sentieri di terra e ghiaia,


lunghe discese a frantumarci le caviglie.


Dove si andava?


Non ce lo chiedevamo.


A noi


A noi che bastava l'ombra di un faggio


a farci innamorare.


L'incessante gorgoglio della sorgente fresca.


Noi, raminghi


impavidi girovaghi.


Le menti empatiche


gli occhi sempre fissi a guardarsi.


Dove siamo finiti poi?


Abbiamo forse sbagliato strada?


Ci siamo smarriti durante il cammino


o ci stiamo smarrendo ora?


Dove si va?


Continuiamo insieme arrancando in salita?


Tenderai la tua mano alla mia?


Punterai i piedi in avanti,


facendo leva sulle ginocchia,


per aiutarmi a salire con te?


O mi lascerai andare


mollando la presa?


Dove andiamo?


Lo puoi dire?


O continuerai a tenermi bendata


fino al punto in cui smetterò di sentirti?


Solo in quel momento, allora, capirò...


dove andavi


dove andavo

domenica 25 gennaio 2009

UN DUE TRE, VIA CHE ANDIAMO (NORI INSEGNA)


Foto dal web


Il fatto è che uno dei problemi peggiori per chi ama scrivere è l'apatia. E io, con l'apatia, con la totale mancanza di emozioni verso qualunque cosa, purtroppo, convivo da sempre. Vado a momenti. Momenti in cui non mi viene proprio di scrivere, di niente. Nè gioia, nè dolore. Nulla. Niente di bello. Niente di brutto. Vuota. Vuota la testa, vuoto lo stomaco, vuote le vene. Non sento i rumori, i suoni. Non piango. Non rido. Niente. E spesso e volentieri questi periodi coincidono con il tempo meteorologico. Piove. C'è nebbia. Sento freddo, a volte ho caldo. Perdo la rotta. La pioggia nasconde gli odori, li confonde, cancella le tracce e io perdo il sentiero. Lo perdo sempre. L'ho sempre perso. E tutte le volte, però, ho continuato a camminare, in attesa di un indizio, di un'orma che mi riportasse, tacitamente, sulla mia via. E oggi quell'indizio è stato il sole che si è fatto strada bucando le nuvole coi suoi raggi. E' salito un odore di terra fresca consapevole del poco tempo che manca per tornare a respirare. E' stato vedere la luce quando erano già passate le 5. E' stata una sensazione di libertà, di presa di coscienza. Non sarà sempre inverno. Non sarà sempre freddo. Tutto ricomincerà ad evolversi e, in mezzo a quel tutto, ricomincerò ad evolvermi anch'io. 

domenica 18 gennaio 2009

"RIPENSAI ALLE PAROLE DEL FILIPPINO: PACE"


Foto dal web


Destra, sinistra, centro. Israele, Palestina. Così, pensando ai fatti, uno sta dalla parte della Palestina. Che ci sono gli israeliani che vanno li e gli dicono "Qua dice che la terra promessa è questa. La Palestina. Quindi via, fuori dai coglioni". Che i palestenesi dicono "Ma, guardate, sinceramente non è che ci sembri proprio che sia scritto così". E gli israeliani dicono "No no, c'è scritto proprio così". "Bè, allora, ci dispiace, ma siete arrivati tardi. Ci saremmo già noi, non so se avete notato" dicono i palestinesi. "Eh si, l'avremmo anche notato. Ma siccome ci dovremmo stare noi perchè è scritto qui, eh, allora adesso vi bombardiamo e ci prendiamo quello che qua c'è scritto che è nostro" dicono gli israeliani. "Però noi dovremmo anche difenderci...non abbiamo mica i carri armati e le bombe. Abbiamo tipo solo le fionde. Voi avete un sacco di soldi perchè gli ebrei si sa che hanno un sacco di soldi e un sacco di fondi che avete tirato su con questa storia dell'olocausto. Che la gente ha fatto i film su di voi, ma mica i film su di noi. E ancora non hanno capito che mica sono morti solo degli ebrei per quel fatto li. Noi restiamo qui". dicono i palestinesi. " E noi vi bombardiamo" dicono gli israeliani. E allora come si fa a non stare dalla parte della Palestina? Stai dalla parte della Palestina perchè è come se venissero in casa tua e ti dicessero che quella non è più casa tua, che te la sei comprata e hai fatto dei sacrifici. E allora per averla te la bombardano. Insomma, non so se si evince, ma io sta questione della Palestina e di Israele è da un po' che non la seguo più. Perchè ad un certo punto mi viene da stare dalla parte della pace. Se mi chiedono Palestina o Israele? Io dico PACE. Che se uno sta dalla parte della pace non sbaglia mai. Così come vale per questo casino che sta succedendo adesso, per tutti i casini di cui nessuno parla perchè adesso la Palestina e Israele sono più importanti...sono anni che si ammazzano ma sto boom in Italia è venuto fuori solo da poco. Qua sento puzza di voglia di guerra...che si sa che le guerre risanano sempre l'econima...dopo. Prima ammazzano un sacco di gente che non c'entra niente, di gente che vorrebbe solo vivere una vita tranquilla e che di bombe, non bombe, fucili e non fucili non ne vuole sapere niente. PACE. Io sto dalla parte della pace. Che nessuno si è mai chiesto quanto si starebbe bene se non esistesse il potere, se non esistesse la smania di conquista e se tutti accettassimo la vita per quella che è. Senza pensare di dover rimanere nei libri di storia, senza pensare di lasciare un segno, anche se negativo. Io...io sto dalla parte della PACE

venerdì 16 gennaio 2009

DOMANDA...

Ma se alla richiesta di mia mamma "Cosa vuoi, Vally, per il tuo compleanno?", io rispondo una cosa tipo "Un aspirapolvere nuovo", secondo voi, sinceramente, sono arrivata ad un punto di non ritorno? Così...per sapere.

martedì 13 gennaio 2009

SCORREVOLE

E' questo tempo che passa, veloce, che uno si guarda indietro e poi non se ne rende neanche conto di come scorre in fretta il tempo. Oggi mi sono girata e ho guardato indietro e mi sono resa conto che sei mesi fa, giusto a quest'ora, stavo scendendo a valle, lasciandomi nuvoloni carichi di pioggia alle spalle e trovando l'afa che di chilometro in chilometro si faceva sempre più densa. E scendevo a valle, con la mia macchinina, l'autoradio accesa, il finestrino aperto e la sigaretta in bocca. Con la testa piena di pensieri, la voglia di piangere, una stretta allo stomaco che non mi faceva respirare. E tante, tantissime domande...Che fare? Come si risolve questa cosa dell'amore che ti prende e sai che non sarebbe cosa? Come si risolve il momento che non è il momento giusto, che non è nè il luogo nè l'ora, che proprio non è tempo? E risposte, tante, tantissime risposte. Una sola...quella più facile, quella che però faceva più male. E parlavo da sola, con me e me, convincendomi che lasciar perdere sarebbe stata la cosa giusta. E invece...e invece 6 mesi fa, scendendo a valle, ho capito che non tutte le discese sono facili da affrontare, che una discesa a volte può essere più difficoltosa di una bella salita ripida. Ma con dei freni buoni e senza gomme lisce tutto si supera. Tutto si affronta. E sei mesi fa ho sperato di scrivere un post come questo dopo sei mesi. E adesso sono qui che lo scrivo. Sei mesi, tanti giorni, tante ore...e direi ancora le stesse identiche cose.