Il mio pc è tornato alla vita...una volta inserito il cd di ripristino e dopo aver aspettato 35 minuti, si è riavuto...così, come se niente fosse successo. Non ho perso nulla, nessun file cancellato, nessun programma perso. Niente...tutto come una volta. E allora adesso sono in possesso del mio portatile...e quindi ecco, non so, non è che questo blog abbia deciso di chiuderlo...insomma, credo scriverò meno, ho un po' questo blocco del blogger che quando mi prende mi fa temere di non avere più nulla da dire. E così metto le mani avanti. Ma poi, ogni volta che mi sveglio, c'è sempre una frasetta che mi gira in testa, un argomento di cui trattare, una poesia da scrivere o una foto da postare...e quindi qui lo dico. Questo blog non chiude, per ora...poi il tempo farà quello che deve fare...per ora no.
sabato 15 novembre 2008
martedì 11 novembre 2008
STAND BY
Il blog della Leanne si prende una pausa per un periodo inderminato. Approfitto del fatto che il mio pc è morto e, a parte appropriarmi di quello della sorella quando ne ho l'occasione, non ho molto tempo da dedicare ad internet. Così, visto che ci sono, mi prendo una pausa da tutto...da pensieri e parole che vorrebbero uscire ma in questi giorni fanno un po' fatica ad esprimersi. Magari durerà un paio di giorni, magari un po' di più, come sempre. Che spesso il vuoto di cose da dire torna a riempiersi come niente. Ecco, allora dedico il mio tempo ad altro, tipo alla cura di me stessa, ai miei libri da finire, alla mia cyclette da fare che adesso mi ci metto di impegno, lo giuro! Che sto diventando impressionantemente ingestibile a livello fisico...non mi piace quando i pantaloni mi stringono...non so se mi spiego. E così mi dedico ad altro...per un po'. Chissà per quanto po'. E se io smettessi di scrivere davvero? Se io invece di stare sempre incollata a questa scatoletta, ogni tanto uscissi e facessi altre cose? Infondo, adesso che ci penso, potrei anche non sistemare più il portatile e chiuderla qui. Mah, chissà chissà...l'ho detto tante volte e non l'ho mai fatto...potrebbe essere la giusta occasione di mollare tutto e non tornare più. Nel caso prendessi una simile decisione, però, passerei un'ultima volta per salutarvi tutti...uno ad uno.
A presto
domenica 9 novembre 2008
DI...
Di una casa meravigliosa in cui sono stata ospite venerdì sera. Di questa casa che mi ha lasciato senza parole, tranne quella che ho ripetuto per i primi tre quarti d'ora "bellissima". E imbambolata guardavo come fosse splendida e indescrivibilmente immensa. Immensa, straordinaria, profonda come le persone che la abitano quella casa lì. Due persone indescrivibili anch'esse, che solo due persone come loro possono vivere lì...quella casa li rispecchia in tutto. Di un quadro che sono rimasta a fissare così intensamente da farmelo entrare dentro, talmente emozionante che non riesco più a scrostarlo dall'angolo del cervello dove l'ho appiccicato. Di un cus cus alle verdure che era di un buono che io non ho mai mangiato, della mostarda ai fichi e di quella alle arance che ho spalmato a palate sul formaggio...del mio stomaco che ha inevitabilmente cominciato a protestare perchè ci si mette sempre in mezzo quando mangio troppo. Di una botta narcolettica che mi è presa sabato sera, mentre lui mi leggeva un libro...mica che la sua voce mi addormenti, anzi...sospetto piuttosto che lui mi abbia messo del sonnifero nella birra per farmi stare un po' zittina (dai, di la verità, tanto lo so che sei stato te, eh!). Del mio pc che questa mattina mi ha dato il saluto definitivo...delle cose che sono riuscita a salvare sul disco esterno prima di riavviarlo e vedere una scritta bianca su sfondo inquietantemente blu che suonava più o meno così "Mi hai un po' rotto il cazzo. Mi fai lavorare troppo. Da oggi sono in sciopero!" Bene!!! Delle cose che ho perso, come le nostre prime conversazioni, delle parole che ci siamo detti quelle volte che ci siamo allontanati e quelle volte in cui ci siamo ripresi. Ecco. Le cose che più mi dispiace perdere sono quelle che riguardano noi...perchè non voglio che si dimentichi niente. Del fatto che stare un po' senza pc può farmi solo che bene...userò ogni tanto quello della sorella, quando me lo concederà (ovvero quando sarà fuori casa!). Dei libri che popolano il mio comodino e che adesso ho indubbiamente più tempo per leggerli. Di una Pieve vicino a casa mia di cui abbiamo parlato venerdì, e della quale io non sapevo dire nulla, perchè quando mi si chiedono le date mi emoziono e mi sembra di essere tornata a scuola e che mi stiano interrogando e allora faccio scena muta...di quella Pieve che ieri mi è venuta voglia di fotografare...un po' di foto.
sabato 8 novembre 2008
COME NON CREDERCI?!
Quando vai lì, con il bisogno di sapere cosa fare della tua vita. E ti trovi davanti questa donna straordinaria, di una profondità incredibile. E sei li, che non le dici il perchè sei li. Sei li e basta. E prima chiacchierate un po', del più e del meno. Ma tu non le dici il motivo per cui sei andata ancora da lei. Tu vuoi sapere se devi pubblicare, se buttarti in questa avventura porterà a qualcosa. Ma lei non lo sa, perchè non ne hai fatto cenno. E allora prende il suo blocchetto, la sua penna e scrive quello che Loro hanno da dirti. E dicono questo "Cara ragazza, figlia del cielo, che tu componi dolci melodie attraverso le tue emozioni. Scriviamo...sappi che più il tempo passa e più quella sensibilità ti porterà l'ispirazione. Si, hai composto già alcune pagine ma ancora di più tu dovrai fare. La poesia fa parte della tua vita, la tua sensibilità..." E ti viene un brivido lungo la schiena...perchè ti stanno indicando la via da seguire. E non puoi dire che non ci credi...non ce la fai proprio ad essere scettica. E poi, parlando del più e del meno, ti dice che a lui hanno detto che vi siete ritrovati...e questo ti da una conferma...ti conferma quello che sapevi già, che hai sempre saputo. Come quella volte che ti aveva detto che sei una strega bianca. Come fai a dire che non ci credi? Le cose sono così nitide, limpide, azzeccate all'inverosimile. E allora ti scatta quella speranza di avere sempre qualcuno vicino, qualcuno che anche se astratto è così tangibile da poterne percepire la presenza. Il sapere di non essere soli mai...di avere sempre "qualcuno" che ti segue e ti aiuta e ti da sicurezza. E rimanere ad ascoltare le parole di una persona che avresti voluto conoscere nella realtà, che adesso, nella sua forma, è li. Parla con te, ti dice quello che forse ti avrebbe detto se ci fosse stata...ed è un'emozione...una botta indescrivibile allo stomaco. Quello che si crede surreale, di fantascienza, di invenzione...e invece, in quell'istante, il magico diventa realtà. E non puoi non crederci. Io di lei mi fido.
Grazie Anna.
venerdì 7 novembre 2008
DELLE MANI
Mi incanto a guardare le mani...le sue mani. Mani che così grandi non avevo mai visto. Un paio di mani che sono andata cercando per anni...mani che fossero più grandi delle mie. Le mie mani, che quando si intrecciano alle sue sembrano piccole. Non pensavo che un giorno avrei trovato due mani come quelle. Eppure le ho cercate, davvero. In ogni uomo che incontravo guardavo le mani. Perchè le mani sono lo specchio di quello che siamo. Le mani contengono, costruiscono, scrivono, suonano. Dalle mani di una persona si capisce molto. Trovavo mani piccole, a volte gradi, si, ma non più delle mie. E poi, un giorno, ho visto le sue mani. Ho toccato quelle mani che lui si porta dietro da quando è nato. Mani che hanno la loro storia, che hanno esplorato, scavato piste nella sabbia, accarezzato, toccato, scritto. Mani che oggi mi sembrano nuove, come appena spacchettate, pronte, lì, per me che quelle mani non ho mai smesso di cercarle. E lascio che le sue mani si insinuino tra i miei capelli, lascio che sfiorino il mio collo, le mie guance. Lascio che accolgano le mie mentre camminiamo o che le accarezzino mentre ci guardiamo negli occhi. Le mani...le sue mani. Mani così grandi da tener dentro un mondo...mani che neanche un pianista! Affusolate, dalle dita lunghe e sottili. Le mani giuste...quelle mani che non è da tutti riuscire a trovare.
Foto di Leanne
mercoledì 5 novembre 2008
YES WE CAN
Partendo dal presupposto che è da quando mi sono alzata questa mattina che sento risuonare questa frase ovunque, anche tra i miei colleghi. Partendo dal presupposto che non ho mai stimato molto l'America e non credo che arriverò mai a stimarla. Partendo dal presupposto che i media ci hanno martellato i maroni per mesi con sta storia delle elezioni presidenziali americane, che se mi sono rotta le palle io che non guardo mai la tv, figurarsi chi l'ha sempre accesa. Partendo dal presupposto che non ne potevo più di tutta questa solfa, sono contenta per l'esito. Mi fa piacere vedere che potrà esserci la possibilità di un cambiamento, di vedere come presidente un ragazzo giovane, di mentalità aperta, di colore e, soprattutto, umile. Ecco, detto ciò, ho fatto il mio dovere di cittadina italiana...visto che il nostro simpaticissimo Silvio ha fatto gli auguri al nuovo presidente da parte di tutti gli italiani...Scusa, eh, nanetto dei miei coglioni, e se io non glieli avessi voluti fare?! Se a me ne fregava bene una minchia?! Come ti permetti di parlare a mio nome?! Visto che già fai tutto a mio nome come con il nome di tutti gli altri poveri italiani che non ti hanno votato e che di certo non stanno facendo altro che sperare che anche il tuo governo crolli?!! Parla per te, che per me parlo io!
martedì 4 novembre 2008
LE COSE BUONE
Io non sono una gran cuoca. L'ho sempre ammesso e non me ne vergogno neanche troppo. Però, ecco, quando mi impegno, ci sono delle cose che mi vengono discretamente bene. Da quando ho la mia superpadellastrafica, ho iniziato a specailizzarmi in risotti. A volte vengono decenti, altri veramente squisiti...mai impossibili da mangiare. E questo già è un bel traguardo. Poi, da un paio di giorni a questa parte, vado in giro gingillandomi e vantandomi della zuppa di zucca che ho fatto lo scorso week end. Devo dire che non solo sono stata abbastanza soddisfatta, ma qualcuno mi ha addirittura detto "sei una donna da sposare" (soprassediamo, ridiamo, e beviamoci una discreta dose di forte liquore sopra...che a me certe cose mi fanno venire l'ansia!). Però c'è da dire che il merito non è tutto mio. Si, io magari doso le cose da metterci dentro, ma il più lo fa la pentola. E allora non rimane una gran soddisfazione alla fine...la soddisfazione del lavoro, del tirare il risotto, per esempio, dello stare li, del perderci del tempo. 20 minuti e tutto è pronto. Ottimo. In fin dei conti, basta mangiare, no? Mica lo devo dire per forza con cosa ho fatto la zuppa o il risotto...se piace, ben venga! A proposito, se non siete allergici ai gatti e alle sorelle, quando volete, siete tutti invitati per una risottata a casa mia!!...