Foto dal web
L'altra sera ho aperto una scatola. Una di quelle scatole in cartone, con i manici e il coperchio. E' verde e sopra c'è stampata una rosa rossa. Quando ho comprato quella scatola, all'inizio, mi serviva per tenerci dentro i maglioni quando ero andata a vivere da sola. Avevo un armadio troppo piccolo e i miei vestiti non ci stavano tutti. Poi, quando sono tornata a casa mia, per molto tempo, è rimasta chiusa in garage. Finchè un giorno, vedendola lì, abbadonata in un angolo, vicino all'alberto di Natale e alle statuine del presepe, ho pensato che fosse un peccato non usarla più. Così l'ho portata in casa, l'ho spolverata e ho riflettuto qualche minuto su come impiegarla. La rispostata non ha tardato ad arrivare. Quella scatola aveva tutta l'aria e tutte le carte in regola per essere adibita a scatola dei ricordi. Così, l'altra sera, le ho infilato dentro l'agenda del 2008 e un quaderno ad anelli pieno di sms copiati, follemente, a mano. Solo che era troppo piena e l'ho posata sul letto, con non poca fatica, per riordinarla un po'. Lì dentro ci sono i miei ultimi 15 anni di vita. I diari adolescenziali, con tutti i nomi dei miei filarini. Apro una pagina a caso. "oggi io e Marco ci siamo baciati" Febbraio 1995. Ne apro un'altra. "oggi Dido mi ha lasciato un biglietto sotto la porta della camera". Luglio 1994. E non lo nascondo, ma un po' mi viene da piangere. L'agenda, poi. La prima, quella da cui ho cominciato a scrivere ogni giorno della mia vita, del 1998. Leggo una pagina a caso "Oggi, all' NRG, ci sono andata con un certo Mirko". Marzo 1998. Ne leggo un'altra. "Oggi, riapertura NRG, Mirko stava limonando con una. Sto malissimo". Settembre 1998. Sposto un po' di cose e trovo quaderni, agendine, strapieni di poesie mie e non mie. Patetiche alcune, piene di dolore altre. Foglietti sparsi con titoli di libri, testi di canzoni, lettere o frasi tratte da libri che leggevo in quel periodo. Foto. Qualche fotografia di amori passati, qualche foto di me bionda, qualche foto di me bambina. Storie dattiloscritte (scrivo male anche adesso, ma all'epoca ero proprio un disastro a scrivere!). Lì c'è tutta la mia vita. Quello che sono stata. Mentre risollevo la pesante scatola valutando di procurarmene una più grande per riporla sul fondo dell'armandio, penso che se adesso, ogni tanto, mi chiedo perchè ancora mi piaccia tenere segnato tutto, una risposta riesco a darmela. Riaprire quella scatola e sapere che quello che sono adesso, fra altri 15 anni, non sarà andato perduto. Non sarò andata perduta.