"Amarti.
Ma il linguaggio è una gabbietta di cornacchie assai rauche.
La più saggia eloquenza
sarà tacerti accanto.
Mio piccolo germoglio che dormi nella neve"
M.Luisa Spaziani
ADDORMENTATA LEANNE
Oggi ho scoperto che, se anche mi svegliassi 40 minuti dopo l’orario consueto, riuscirei comunque ad arrivare al lavoro in orario…anzi, pure un po’ in anticipo. E’ che stamattina non ha suonato la sveglia, o meglio, ha suonato, parecchio pure, solo che io, forse perché troppo stanca, forse perché ieri sera ho bevuto un liquorino al cioccolato che mi ha un po’ intontita, l’ho bellamente ignorata. Di norma alle 7.05 sono sveglia. Questa mattina, invece, la sorella Elliot si è precipitata nella mia camera urlando “Powky, sono le 7.40!!! MERDA!!!”…Bel risveglio! E io che stavo dormendo ancora molto molto profondamente! Mi alzo di corsa, mi lavo di fretta, mi vesto, do da mangiare ai gatti per tutta la giornata e parto. In 20 minuti ho fatto tutto. O meglio, il letto è rimasto sfatto, la colazione purtroppo è saltata…però sono arrivata a Cesenatico anche in tempo per fermarmi al forno, prendere qualcosa di commestibile per la pausa pranzo e anche due biscottini per non svenire. Che dire. Ho riflettuto sul fatto che, volendo, potrei posticipare l’orario della levata mattutina…però mi è rimasto sto tarlo del letto disfatto…non posso sopportare l’idea che sia come l’ho lasciato. Che nervoso! No, non posso proprio. Devo fare le mie cose con calma, estrema calma. Se no non riesco a carburare. E infatti, non so se avete notato, sto scrivendo cose a caso, ripetitive…ho bisogno di riposo! Tanto riposo!
LAMENTOSAMENTE LEANNE
Ecco, oggi ho una necessità assurda di sfogarmi. Non ce la faccio davvero più. Odio, detesto fin nel profondo, il caldo. Più vado avanti, più invecchio, più non riesco a sopportarlo. Insomma, adesso spiegatemi voi, sfegatati dei bagni al mare, delle passeggiate sul bagnasciuga, cosa cazzo ci trovate nell’estate! Perché un qualcosa che vi attiri ci deve pure essere! Io non posso andare avanti così. La notte non dormo più di 5 ore per volta. Sudo e mi manca il respiro. Mi viene mal di testa, ho sonno, sono fiacca. Mi sento le gambe pesanti e poi, non so se vi capita, ho come la sensazione che il caldo mi gonfi, per una reazione chimica. Ho le dita delle mani come salsicciotti (le mie belle ditina affusolate e lunghe sembrano delle salamelle da sugo!), gli anelli mi stanno stretti, ho i piedi rossi e grossi, fatico ad articolare i movimenti…e, come se non bastasse, ogni tanto il cervello mi va in stand by…così, tanto per gradire. Parlo con la gente e mi si bloccano misteriosamente i pensieri, non mi vengono le parole. La mia capacità di attenzione si è ridotta al minimo indispensabile. E salgo in macchina, e ci sono 45 gradi, non ho l’aria condizionata, ma tanto mi da più fastidio quella che poi mi prende il mal di pancia. E arrivo al lavoro che ho la maglia tutta bagnata che sembra che mi abbiano fatto un gavettone. Senza contare che mi sono lavata prima di partire! Odio l’estate, i vacanzieri che si aggirano in bicicletta in questa bellissima città di mare, che io adoro, per le sue strutture, per il suo canale, per il mare stesso…in inverno! E mi fanno odiare il fatto che ho deciso di lavorare qui, perché mi piace pure l’odorino salmastro che arriva al mio ufficio in questa stagione…quando tira vento. Non sopporto che girino in bicicletta, che passino sulle strisce pedonali senza neanche guardare. Non mi va giù che siano in relax e che a loro questa afa piaccia…e si trovino bene! Sono noiosa, sono stanca, sono sfinita. Ho continuamente voglia di piangere perché questa impotenza mi irrita. Non posso prendermela neanche col governo, per dire! Devo sopravvivere anche quest’anno, come sono sopravvissuta ad altre 25 estati. Pure a quella del 2003, memorabile. Li si che ho creduto che non avrei potuto farcela. Devo stringere i denti, andare avanti, tenere botta. Anche se non so quanto durerò. E ricordarmi di prenotare in quel posto magnifico che vi dicevo. Perché negli ultimi giorni mi era calato un po’ l’entusiasmo (come mi cala sempre dopo uno-due giorni che mi vengono certe idee), ma oggi sono più risoluta di prima. Devo andare via, devo cercare il fresco, devo trovare un posto per respirare, aria fresca, polmoni liberi (si, cioè, se fumassi un po’ meno, respirerei meglio in generale!), odore di pioggia nei paraggi…Devo devo devo!
DA LEANNE A MR. X
Caro Mr. X,
Eccomi, sdraiata a letto, aspettando che arrivi il sonno. Ecco. Davanti ad un foglio, con una penna rossa in mano. In attesa che le parole escano, che le cose da dire vengano da sole. Mi è sempre piaciuto scrivere lettere. Forse perchè è più facile parlare senza essere interrotti. Forse perchè non guardando negli occhi la persone con cui si parla, si nascondono le espressioni del viso. O forse solo perchè rimane sempre l'attesa lunga di una risposta. La lettera. Una lettera per te. Eccola, te la sto scrivendo. Anche se non lo saprai mai, perchè rimarrà qui, tra vecchie poesie e ricordi di quando ancora avevo un cuore che sapeva battere. Eccola. La tua lettera. Una lettera lunga, un po' come quelle che si mettono tra le raccolte dei grandi autri. Tipo "Victor Hugo all'amata". Ecco..."Leanne a Mr.X". E mentre scrivo, mi chiedo chi sia questo Mr.X per me. Perchè si fatica sempre ad identificare le persone così, su due piedi. Mr. X per me è un volto riprodotto in qualche foto sfuocata. E' due occhi verde scuro, e un viso che ricorda un po' un bambino irlandese che una volta ho visto in un film. Mr. X è una voce. Una voce calda ed accogliente, spiritosa e dolce. Mr. X è un brivido. Un'emozione che scivola piano lungo la schiena e fa rizzare i peletti del braccio. Mr. X è uno spirito affine. Anche se a volte vorrei sbagliarmi, anche se a volte vorrei che fosse vero. Mr. X è un gesto che non gli ho mai visto fare. Neanche so come gli si illuminino gli occhi quando ride. Però sono convinta di sentire il luccichio della sua voce quando lo fa. Mr. X...che avrei dovuto tener lontano e non affezionarmici d'istinto...perchè a volte credo di essere pazza, perchè non ci si può legare a qualcuno di cui non si conosce la storia. Ma Mr. X è anche un po' la mia storia. E' questa famigliarità di pensieri, di concenzioni. E' questo legame di esperienze. Mr. X sa. Mr. X capisce. E io stessa so. E io capisco. Lui è il battito di cuore che accellera e il formicolio al fondo dello stomaco quando mi manda un bacio. Mr. X è astratto, eppure tangibile. Lo sento quando sono triste, lo sento quando sono allegra. E' li. Sempre. Anche se non è con me e non potrà mai esserlo. Perchè è giusto che sia così. Lui, che mai potrà leggere queste righe, non potrà mai saperlo. Perchè è così che deve essere. A volte penso di aver sbagliato...ma non sono certo io a poterlo dire. Sbaglio sempre. Arrivo tardi, come mia consuetudine. Ma che importa? L'importante è sapere che c'è, che esiste, che vive. Mr. X è questo colore rosso che smuove la mente, il pensiero. Mr. X va ben oltre la distanza e le difficoltà. Lui è più coraggioso e forte di quello che possa pensare. Lui è il fulmine che saetta in cielo...ma non fa paura. Rassicura. Mr. X per me è questo. Tu, per me, sei questo.
Con affetto
Leanne
No, per dire...non ci vuol niente che io sabato sera sia la fotografa ufficiale della serata, eh. Visto che se ne sta parlando...insomma, non so...non posso mica mancare io a questo concerto...e se siete nei paraggi, vi dico anche che il bellone nella foto merita davvero tanto. E' un bravo artista, a mio avviso. Oddio, mi tremano le mani...al solo pensiero di poter avere un ruolo abbastanza importante...sarò in grado? perchè io non lo so mica, eh!
A CUALQUIER OTRA PARTE
Dorian
Ver,
que ya no piensas en mi
que ya no crees en la gente
que tomas pastillas rosas
y te has vuelto nihilista
y sueñas con no soñar
entraria en tu luz
con una cancion sencilla
tres notas y una bandera
tan blanca como el corazon
que late en tu cuerpo de niña
estaria tan lejos de ti
que ya no recuerdo el momento
en que te dije por ultima vez
que el cielo se estaba abriendo
y se abre bajo tus pies
y quiero que vengas conmigo
a cualquier otra parte
ver,
que no sabes decir que no
que vivo en pisos oscuros
y tengo dos mil razones
para olvidarme de todo
y no pensar mas que en tu voz
entraria en tu luz
con una cancion sencilla
tres notas y una bandera
tan blanca como el corazon
que late en tu cuerpo de niña
estaria tan lejos de ti
que ya no recuerdo el momento
en que te dije por ultima vez
que el cielo se estaba abriendo
y se abre bajo tus pies
y quiero que vengas conmigo
a cualquier otra parte