LEANNE E IL DIALETTO...
Forse molti di voi non sanno che i primi 10 anni della mia vita li ho passati in campagna, nella casa dei miei nonni paterni. Com'è noto, nell'ambiente collinare si tende molto di più a paralre il dialetto. Così sono cresciuta prendendo su anche questa lingua. Il problema è che, andando a scuola e trasferendomi in centro, ho perso molto l'uso del dialetto. Un po' con il lavoro, dove certo non ho molta occasione di usarlo, anche se a volte, con i vecchietti, mi piace tirare la battuta in romagnolo...e loro si fanno delle gran risate! Bellini! Ma, venendo al sodo, ho concluso che non voglio perdere le mie radici e non voglio farle perdere ai miei figli. Il dialetto è un idioma che fa parte della nostra cultura. Da piccola non mi piaceva per niente...era troppo grezzo e io volevo essere fine! Mi dava fastidio quando lo parlavano i miei e mi vergognavo tantissimo di questa lingua...rispetto al toscano o al romano che mi piacevano moltissimo! Solo che adesso ho deciso di portare avanti la tradizione...così ho proposto ai miei, dopo cena, di fare una bella mezzoretta di conversazione dialettale! E ho scoperto di avere molte lacune...sia nella pronuncia che nell'uso delle parole. Ho preso su tanti tipi diversi di dialetto nella mia vita...ho gli intercalari riminesi e riccionesi per la zona in cui era la mia scuola, ho quelli san mauresi, san marinesi e ferraresi per la gente che ho frequentato, ho quelli forlivesi e cesenaticensi per la persone che frequento adesso...quindi il mio è un melting pot di dialetti e parole e pronunce che variano da zona a zona...ma è bello così! vorrei tramandare questa tradizione ai miei figli...vorrei che questa lingua non si perdesse col tempo...come sta succedendo, purtroppo. Al giorno d'oggi si tende a parlare solo italiano e a lasciare sepolte le proprie radici...e secondo me questo non va bene! dovrebbe addirittura diventare materia scolastica!